INTERVISTA A GINO BARZACCHI, PLURICAMPIONE DI NATURAL BODYBUILDING.

Ciao Gino, è un piacere intervistarti.

Quando hai iniziato ad allenarti con i pesi?

Ho iniziato la cultura fisica a 14 anni, allenandomi in una stanza di casa con attrezzi costruiti da mio padre. Era il 20 febbraio del 1968. Lo ricordo bene perché cerchiai in rosso quella data sul calendario appeso in cucina e lo conservai per ricordarmi la promessa che allora feci a me stesso:
“Allenarmi per raggiungere un fisico muscoloso ed armonioso come quello che allora ammiravo sulla copertina di quel manuale di cultura fisica, il primo ad essere pubblicato in talia: “Muscoli e Bellezza” di John Vigna con Steve Reeves in copertina.

Hai fatto fatica a prendere peso?

Aumentai di peso molto lentamente partendo con una corporatura moto magra, ma fortunatamente con una buona struttura scheletrica, ovvero clavicole ampie e bacino stretto.

A distanza di quanto tempo dall’inizio degli allenamenti, hai deciso di prendere parte alla tua prima gara?

Presi parte alla mia prima gara partecipando in una competizione nazionale nella famosa f.i.c.f./i.f.b.b. dopo cinque anni di allenamento all’età di 19 anni riuscendo a classificarmi terzo al 1′ Trofeo Città Di Limbiate dietro a campioni già affermati e molto più pesanti di me come Alex Carmeli (1′) ed il veneziano Bruno Cavallin, dato che allora andavamo per categorie di altezza e non di peso.

Quando ti sei accorto che i tuoi avversari “avevano una marcia in più”, dove hai trovato la motivazione per continuare a gareggiare senza supporti farmacologici?

La motivazione per continuare a gareggiare senza mai fare uso di doping non mi è mai venuta meno. Il bodybuilding natural è il solo bodybuilding che riconosco valido sotto tutti i punti di vista, per cui non mi sono mai fatto influenzare negativamente.
Neppure quando mi fu proposto, in un contesto federale, di utilizzare una sostanza dopante che, secondo un responsabile di quella federazione, poteva farmi fare il così detto “salto di qualità” che mi avrebbe permesso di gareggiare all’estero in quella federazione. Preferii però fare il “salto di federazione”

Qual’è stato il tuo massimo livello di fisicità in termini di rapporto tra peso corporeo e qualità muscolare?

Ho raggiunto la massima forma lentamente, anno dopo anno, stabilendomi ad un peso corporeo di soli 74/75 kg, per un’altezza di 1,74 mantenendo questo peso per circa 10 anni durante i quali presentavo solo una migliore definizione e, soprattutto, migliore qualità muscolare.
Al mondiale natural w.b.b.f. che si disputò a N.Y. nel 1990 mi presentai benissimo, ma mi classificai sesto dietro ad afroamericani geneticamente dotati e comunque troppo grossi per essere dei veri “natural for life” come me. Allora avevo striature muscolari ovunque! Ma non sui glutei. La massima forma l’ho ottenuta a 41 anni in vista di un servizio fotografico a 77 kg e mezzo.

Che importanza attribuisci alla forza nel bodybuilding natural?

Ritengo che l’aumento della forza nel bodybuilding sia importante perché permette di maneggiare pesi più consistenti, ma non è poi indispensabile. Credo fortemente nell’esecuzione corretta degli esercizi e nei loro abbinamenti in super serie, che non servono solo a definire i muscoli.
Lo stimolo allenante si ottiene intorno all’ultima ripetizione e sempre controllando il movimento, mantenendo tempi di recupero non troppo lunghi, diciamo tra 1 minuto e 1 minuto e mezzo impostando la successione degli esercizi che è buona abitudine variare, sia sostituendo esercizi per lo stesso distretto che la loro successione, provocando una “confusione muscolare” che genera un adattamento in crescita muscolare.
Ecco perché consiglio di variare il numero di ripetizioni per ciascun distretto muscolare ed assicurarsi che ci sia sufficiente recupero per innescare il processo di super-compensazione e con esso la crescita muscolare.

Le tue braccia erano fenomenali, sia come dimensioni, che come definizione muscolare. Hai sempre avuto una predisposizione genetica ad averle così?

Ciascuno di noi ha almeno un punto carente, e altri di forza. Nel mio caso, effettivamente, le braccia sono sempre state il mio punto di forza, specie i tricipiti, geneticamente favoriti da ottime inserzioni e ventri muscolari. Ricordo che i tricipiti crescevano più facilmente di ogni altro gruppo muscolare, tanto che ad un certo punto preferii limitarne l’allenamento per restare entro certi limiti, preferendo simmetria e giuste proporzioni. Queste due caratteristiche sono la prima cosa che viene valutata da una giusta giuria e sono sempre state il mio obbiettivo. Eleganti proporzioni e massima simmetria.

Io sono dell’idea che un bodybuilder natural debba mangiare molte proteine, anche sino a 300 g al giorno. Qual’è la tua opinione a riguardo?

Concordo con te Nino per quanto concerne il consumo di almeno 300 gr. di proteine al giorno, ma è importante anche quando assumerle. Meglio suddividere i valori nutrizionali durante l’arco delle 24 ore con un preciso criterio in modo da poter ASSORBIRE meglio le fonti proteiche. Ad esempio consiglio di preparare uno shaker proteico ( 30 gr. di proteine sono ottimali ) circa 2 ore e mezza dopo cena, in pratica prima di andare a dormire, in modo da andare a letto bevendo la quantità proteica giusta per coprire le ore di sonno essenziali alla rigenerazione di tutto il corpo.

Molti bodybuilder natural assumono troppi carboidrati nella speranza di aumentare di peso. Io credo che 500 g di carboidrati al giorno, per chi non fa uso di testosterone, GH, insulina eccetera siano eccessivi e che il peso guadagnato sia costituito prevalentemente da grasso e acqua. Sei della stessa idea?

Perfettamente d’accordo con te per quanto riguarda l’assunzione dei carboidrati che resta però un valore da quantificare rispetto al rapporto tra peso corporeo, sesso, età e frequenza degli allenamenti. Questo vale anche per pianificare il fabbisogno proteico individuale.

I grassi sono fondamentali per la biosintesi ormonale e per la funzionalità delle membrane cellulari. Consumavi molti grassi quando eri un agonista?

Quando gareggiavo preferivo non consumare molti grassi, ritenendoli (a torto) dannosi ai fini del raggiungimento della definizione muscolare. Per me era un “terreno minato” sul quale preferivo camminare il meno possibile. Ma ripeto, è una di quelle cose che ho imparato col tempo, ai miei tempi non c’erano neppure molti studi che sono stati fatti successivamente, per migliorare le performance di culturisti che come me rifiutavano l’uso della chimica.

Grazie mille Gino per la tua disponibilità. Spero che questa intervista possa contribuire ad arricchire il percorso formativo di molti giovani natural.